28-08-2018

Rapporto ABI: aumentano le compravendite in Italia, i prezzi restano bassi

La pubblicazione del rapporto sul settore immobiliare residenziale da parte dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate ha confermato una tendenza già individuata nelle ultime rilevazioni. Le compravendite nel settore sono in fase di decisa crescita, come anche il valore economico degli scambi, ma i prezzi delle case subiscono un’ulteriore, anche se minima, diminuzione.

Confermata la crescita

Il 2017 è stato il quarto anno consecutivo in cui si è registrata una crescita degli scambi nel mercato immobiliare italiano, raggiungendo in media un 4,9% in più rispetto al 2016. Si parla di 542.480 transazioni, che si sono concentrate maggiormente nel Nord Ovest e al Sud. In queste due zone l’incremento degli scambi è stato infatti del +5,3% e +5,8%, rispettivamente. Per il Centro si è invece rilevata una crescita minore, pari al 3,5%.

Sono le grandi città a trainare questa tendenza positiva: a Milano l’aumento è stato pari all’8,1%, con a seguire Palermo (7,9%), Napoli (7,4%), Torino (4,9%), Genova (3,3%), Roma (3%). L’unica città che fa rilevare una diminuzione del numero di scambi è Bologna (-3,3%).

Prezzi stabili

Se l’aumento del volume di compravendite è ormai una tendenza conclamata, lo stesso non si può dire per i prezzi delle abitazioni. I valori delle case sono calati dello 0,4% rispetto al 2016, anche se è da rilevare che si hanno dati diversi, se si considerano le case nuove (+0,1%) e le abitazioni usate (-0,5%). Il 2018 mostrerà un andamento simile, prevedono gli esperti, con prezzi che non dovrebbero subire variazioni di troppa rilevanza.

Ciò che potrebbe eventualmente influenzare questa previsione è il possibile aumento dei beni energetici, come sta accadendo per il petrolio. Questo andrebbe a far risalire l’inflazione e di conseguenza anche i prezzi delle abitazioni.

La tendenza al calo dei prezzi per il settore residenziale continua dal 2012, anche se in maniera molto più blanda negli ultimi anni. In questo l’Italia si discosta dal resto d’Europa, dove la crescita dei valori è ricominciata a partire dal 2014.

Cosa acquistano gli italiani

Che tipo di abitazioni acquistano dunque gli italiani?

In termini di superficie si può notare come, in media, le dimensioni delle unità abitative acquistate in Italia siano di 105,8 mq, in aumento del 5,3% rispetto al 2016. Le differenze tra le diverse regioni sono comunque confermate anche in questo ambito. Il Nord Ovest si conferma la zona con una dimensione media minore per le abitazioni oggetto di compravendita (90,5 mq), mentre il Nord Est ha una media di 118,8 mq.

In tutto il paese si conferma inoltre la differenza tra acquisti in comuni capoluogo e non capoluogo: rispettivamente le superfici medie in questi casi corrispondono a 98,6 e 110 mq.

Differenze tra regioni e città

La crescita del volume delle compravendite è generalizzata in tutta Italia: tra tutte le regioni la Campania è però quella che risulta avere avuto un incremento maggiore (+8%) nel mercato residenziale. A seguire, con rialzi tutti superiori al 6%, si collocano Calabria, Toscana e Sardegna. Umbria e Marche sono invece le uniche regioni italiane a segnalare una lieve diminuzione negli scambi.

Anche tra le maggiori città italiane si possono notare differenze sostanziali, considerando inoltre che da sole esse corrispondono al 25% del fatturato totale nazionale. Oltre ai rialzi, maggiori per Milano, Palermo, Firenze e Napoli, anche in altri ambiti si possono notare specifiche particolarità. Ad esempio, a Torino e Milano la superficie media di un’abitazione oggetto di compravendita è molto minore (85 mq) rispetto a una di Palermo (107,2 mq).

Il valore medio è però decisamente più alto a Milano (315.000 euro) rispetto alle altre città, con la seconda in classifica, Firenze, che registra 273.000 euro, mentre Roma si attesta sui 271.000 euro.

Le famiglie italiane

Ciò che si deriva in conclusione da questi dati è un ottimismo diffuso sullo stato di salute economico delle famiglie italiane, che stanno ritornando a livelli pre-crisi. In particolare, il numero di famiglie che riesce a risparmiare è salito al 28% del totale, rispetto al 25% rilevato negli anni precedenti al 2008.

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