28-07-2016

Il mercato immobiliare nel 2016: si diffondono i segnali di ripresa

Prudente ottimismo: lo stato d’animo che accompagna il mercato immobiliare italiano può essere riassunto con queste parole. Dopo anni difficili a causa della crisi economica, la situazione mostra incoraggianti segnali di ripresa, pur senza mai abbandonare la storica cautela che contraddistingue le famiglie italiane. Questa è la fotografia scattata dal rapporto curato dall’Osservatorio sul Mercato Immobiliare nel 2016 di Nomisma, presentato lo scorso 13 luglio a Milano.

Le famiglie italiane, dunque, sembrano mantenere un atteggiamento di cautela verso gli acquisti immobiliari, ma il quadro tratteggiato dallo studio di Nomisma ci mostra che il mercato immobiliare italiano è in lenta ma costante ripresa.

Aumentano le compravendite immobiliari

Le compravendite di abitazioni sono state protagoniste di un aumento progressivo (+3,6% nel 2014, +6,5% nel 2015), a conferma che il mercato immobiliare al dettaglio sta vivendo un momento positivo.

Il primo trimestre del 2016 ha visto crescere tutti i comparti, con un aumento complessivo del +17,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Entrando nello specifico, il settore residenziale registra un +20,6%, il settore commerciale un +14,5%, mentre il terziario un modesto +1,3%.

Altro dato importante è che, a distanza di nove anni dall’avvento della crisi, le compravendite nelle tredici grandi città italiane riscontrano un ridimensionamento del 40% nel segmento residenziale e del 50% nella vendita d’immobili per le imprese. Da segnalare un rallentamento nel segmento uffici dei mercati di Milano e Roma,  con una lieve tendenza positiva nelle città di Genova, Napoli e Bologna.

Il punto sul mercato degli affitti

Nell’anno 2015 sono stati sottoscritti poco più di un milione di contratti di affitto abitativo, solo il 22% dei quali è ascrivibile ai comuni “ad alta tensione abitativa”. La tipologia prevalente è quella degli affitti a lungo periodo (60%), con i contratti transitori che si assestano attorno al 18%, mentre le locazioni a canone concordato al 20%. Solo un minimo 2,2% dei contratti stipulati è costituito da affitti di natura agevolata per studenti.

Inoltre, la locazione a canone concordato sta prendendo quota a discapito della locazione a canone libero, nell’ambito dei tredici principali mercati monitorati.

Tempi di acquisto, sconti e prezzi

Per quanto concerne i tempi d’acquisto per la conclusione delle trattative, si nota una generale riduzione, con un miglioramento deciso per le abitazioni e uno più moderato per uffici e negozi.

Lo sconto praticato ha mostrato un decremento, pur continuando ad attestarsi su valori ben superiori rispetto ai livelli precedenti alla crisi (oltre 6 punti percentuali).

La variazione tendenziale annua dei prezzi si colloca ancora in territorio negativo, con una variazione che oscilla dal -1,8% delle abitazioni nuove al -2,5% degli uffici.

Nomisma rileva come la ripresa del mercato delle compravendite non si stia propagando ai prezzi, mettendo in discussione l’evidenza storica secondo la quale il ritardo con cui i valori di mercato reagiscono all’aumento degli scambi è di circa due anni.

Per quanto riguarda i ritorni d’investimento nel settore immobiliare, le stime dell’Istituto li collocano per il 5%  in abitazioni e uffici e per il 7% in negozi.

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