16-10-2017

Mercato Immobiliare Commerciale: cresce anche nel II trimestre 2017

Non è solo il mercato residenziale italiano a vivere un buon momento: segnali positivi arrivano anche dai dati sull’andamento del mercato immobiliare non residenziale, e ce li segnala l’Osservatorio per il Mercato Immobiliare (OMI) con la Nota riferita al II trimestre 2017. Ecco un estratto delle informazioni più interessanti ricavate dall’analisi sui dati del territorio nazionale.

Settore terziario-commerciale: il Nord Ovest traina le vendite

Le vendite del settore terziario-commerciale sono in rialzo del +6,2% nel II trimestre del 2017. Il settore immobiliare comprende diverse tipologie d’immobili come:

  • Uffici
  • Istituti di credito
  • Negozi
  • Edifici commerciali
  • Depositi commerciali
  • Autorimesse

Le compravendite effettuate nel periodo per l’intero comparto ammontano a oltre 23 mila unità su tutto il territorio nazionale, e proseguono il recupero del settore immobiliare non residenziale, che procede quasi senza sosta dal 2014.

Differenze territoriali: dove si concentrano le vendite di immobili commerciali?

Il panorama delle vendite su base nazionale riserva alcune sorprese. Il Nord Ovest primeggia con un recupero più elevato (+10,9%), seguito dalle Isole (+7,6%) e dal Centro e dal Sud, entrambe vicine al +5%. Il Nord Est non brilla: i dati di vendita restano su livelli analoghi allo stesso trimestre del 2016, con un lieve rialzo di +0,6%, frenato dal calo che si osserva nei capoluoghi di quest’area (-3,5%).

E nella lotta tra capoluoghi e comuni non capoluogo? La spuntano i capoluoghi, che segnano una crescita del +7,1% rispetto al +5,9% dei comuni non capoluogo. Ma è nelle Isole che riscontra la maggior differenza in termini di vendite: qui, gli scambi di unità immobiliari commerciali crescono del +13,4% nei capoluoghi, mentre si fermano al +5,4% nei comuni non capoluoghi.

Immobili a destinazione ufficio: svettano le vendite al Sud

Nel II trimestre 2017 sono 2.483 le unità a destinazione ufficio compravendute su scala nazionale, con una crescita del +6,6% rispetto allo stesso trimestre del 2016. Il Sud mostra il rialzo più importante con un corposo +15,9%, segue il Nord Ovest con un +8,5%, mentre si attestano attorno al +5% il Nord Est e il Centro. I comuni delle Isole sono in controtendenza, con una contrazione delle vendite pari al -7,6% per questa categoria d’immobili.

La superficie media di un ufficio acquistato nel II trimestre in Italia è pari a circa 150 mq. Anche in questo caso, il confronto dei dati raccolti nelle diverse aree del paese ci regala differenze notevoli. La superficie media di un ufficio acquistato nel Nord Ovest è addirittura di 180 mq, mentre nelle isole scende vistosamente a 103 mq.

E rispetto allo scorso anno? Un ufficio compravenduto nel Centro nel II trimestre 2017 è di quasi 20 mq più grande, mentre nelle Isole è di 19 mq più piccolo rispetto alla media dello stesso trimestre nel 2016. I metri quadri totali di uffici compravenduti nel II trimestre 2017 sono pari a 370 mila in totale, il 10% in più rispetto allo stesso periodo del 2016.

Negozi e Laboratori: Nord Ovest ancora al primo posto

Le compravendite degli edifici classificati come negozi o laboratori scambiati nel II trimestre del 2017 aumentano del +8,3% rispetto all’omologo periodo del 2016. Questa tipologia d’immobili è l’unica a migliorare il risultato del trimestre precedente (+3,2% per il I trimestre del 2017 rispetto al medesimo del 2016).

Anche in questo caso è il Nord Ovest a mantenere il primato con un rialzo di +14,2%, segue il Nord Est con +10%, ultime le Isole con un modesto + 1,5%. I metri quadri di negozi e laboratori compravenduti nel secondo trimestre 2017 sono pari a oltre 900 mila metri quadri, con un rialzo del 14,4%. Il rialzo massimo di superfici scambiate è massimo al Nord Est (+22,7%) e minimo al Sud (-2,5%). La superficie media più elevata per laboratori e negozi compravenduti è al Nord, circa 140 mq, mentre al Sud è inferiore ai 100 mq.

Depositi e autorimesse: vendite oltre il 50% del totale

Le compravendite di negozi e autorimesse sono state poco più 12.500 unità nel II trimestre 2017 e rappresentano oltre il 54% degli scambi totali che hanno interessato il settore immobiliare terziario-commerciale. Il tasso di crescita per questa categoria d’immobili sfiora il 5% rispetto al II trimestre 2016, con più di 1,4 milioni di mq compravenduti e una superficie media per unità scambiata pari a circa 115 mq.

La situazione nelle grandi città

Sorridono le grandi città italiane: nel II trimestre 2017 vedono salire gli scambi di uffici del +18% rispetto allo stesso periodo del 2016. In evidenza Napoli e Torino, mentre Firenze e Roma perdono terreno. La dimensione media di un ufficio venduto nelle grandi città è pari a 220 mq, mentre un negozio o laboratorio compravenduto nel II trimestre 2017 ha una superficie pari a circa 100 mq.

I volumi di scambio vedono un aumento complessivo del +10,7%, con rialzi elevati a Palermo (+42,8%) e Torino (31,3%), e lievi cali, entro il 2%, a Bologna, Roma e Firenze.  Gli scambi di depositi commerciali e autorimesse segnano una flessione minima nelle metropoli (-1%), imputabile soprattutto alla battuta d’arresto di Milano, dove il calo è di -26,3%. La superficie media di un’unità compravenduta nel II trimestre 2017 è di circa 135 mq e raggiunge i 180 mq a Firenze e i 102 mq a Torino.

Il settore produttivo: procede il recente trend al rialzo

Capannoni e industrie rappresentano il settore produttivo, che mostra un rialzo del +4,9% rispetto al II trimestre del 2016. Questo tasso di crescita mostra un ribasso rispetto al trimestre precedente (quando la crescita era stata del +12,2%) e ai tre trimestri precedenti, quando la crescita aveva anche superato il +20%. Sono stati comunque circa 3.000 gli scambi nel II trimestre 2017, con un riavvicinamento ai livelli antecedenti il crollo del 2012.

Sono soprattutto Centro (+18,7%) e Nord Ovest (+11,3%) a sostenere il rialzo più marcato di questo segmento, mentre il Nord Est segna un più timido +3,5% e il Sud un +0,3%. Le Isole invece mostrano un netto calo (-37,3%). Interessante notare come quasi il 40% delle compravendite del settore produttivo riguardi la classe di rendita catastale compresa tra 500 € e 5.000 €.

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