09-08-2016

Bando per la Riqualificazione Urbana e la Sicurezza delle Periferie: cos’è e come funziona

Il Governo italiano, nella Gazzetta Ufficiale dell’1 giugno, ha pubblicato il Bando per la Riqualificazione Urbana e per la Sicurezza delle Periferie, che prevede l’assegnazione di 500 milioni di euro destinati al “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta“.

Attraverso il bando, l’esecutivo mira a stimolare la rinascita del territorio, incentivando l’intervento virtuoso degli enti territoriali più popolosi, affinché si impegnino nella riattivazione e nel recupero delle aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi.

Come funziona il bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza

Il bando stabilisce che le città metropolitane, i comuni capoluogo di provincia e la città di Aosta, possano presentare progetti e piani di intervento urbano da realizzarsi senza ulteriore consumo di suolo. È chiara la volontà di recuperare il tessuto urbano già edificato, massimizzandone l’efficacia in termini di infrastrutture e di impatto sociale e ambientale.

I progetti presentati dovranno puntare a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • miglioramento della qualità del decoro urbano;
  • manutenzione, ri-usori-funzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalità di interesse pubblico;
  • accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana;
  • potenziamento delle prestazioni e dei servizi di scala urbana, tra i quali lo sviluppo di pratiche del terzo settore e del servizio civile, per l’inclusione sociale e la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano e urbano;
  • mobilità sostenibileadeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati.

Come accedere ai finanziamenti e quali sono i limiti massimi

Ciascun progetto, nel caso in cui fosse approvato, potrà ricevere un finanziamento massimo pari a 40 milioni di euro per il territorio di ciascuna città metropolitana, mentre per i capoluoghi di provincia, per i comuni con il maggior numero di abitanti di ciascuna città metropolitana e per la città di Aosta, la cifra massima stanziata sarà di 18 milioni di euro.

Il finanziamento può coprire, oltre ai costi di realizzazione dell’intervento, anche quelli per la progettazione e per le procedure di gara e affidamento dei lavori.

Oltre all’importo stimato richiesto, i progetti devono indicare anche il limite di finanziamento pubblico al di sotto del quale si è comunque in grado di garantire la fattibilità dei lavori. È dunque necessario assicurare l’efficacia dei risultati parziali conseguibili ricorrendo a risorse proprie o a finanziamenti privati.

Se collegati e funzionali ai progetti innovativi proposti, è possibile destinare una somma pari al 5% delle risorse di ogni investimento alla predisposizione di:

  • piani urbanistici
  • piani di mobilità
  • studi di fattibilità e/o atti necessari per la costituzione di società pubbliche/private e/o per interventi in finanza di progetto
  • investimenti immateriali quali e-government, marketing territoriale, sviluppo di nuovi servizi e formazione.

Quali sono i criteri di candidabilità dei progetti e quali sono le scadenze da rispettare

Secondo il Bando di Riqualificazione Urbana, al momento della presentazione della domanda i progetti dovranno essere stati approvati come definitivi o esecutivi. Potranno ugualmente partecipare anche progetti di carattere preliminare, purché approvati come definitivi dall’ente proponente entro 60 giorni dalla sottoscrizione della convenzione o accordo di programma. Si allarga così la possibilità di accesso al bando, consentendo una maggior libertà di pianificazione agli enti pubblici interessati.

I progetti dovranno essere presentati entro 90 giorni dalla pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, quindi entro il 30 agosto 2016.

Il Nucleo di valutazione, nei 90 giorni successivi (quindi entro il 28 novembre 2016), stabilirà quali progetti saranno ritenuti idonei.

Entro un massimo di 30 giorni dalla conclusione dei lavori del Nucleo di valutazione (quindi entro il 28 dicembre 2016) saranno stipulate le convenzioni o gli accordi di programma con i soggetti ammessi ai finanziamenti.

Criteri di valutazione dei progetti e assegnazione delle risorse

Il Nucleo per la valutazione deciderà l’ammissione ai finanziamenti dei progetti presentati in base al rispetto di alcuni precisi criteri, ai quali sono collegati dei punteggi:

  1. tempestiva esecutività degli interventi (fino a 25 punti);
  2. capacità di attivare sinergie tra finanziamenti pubblici e privati, laddove il contributo finanziario di questi ultimi sia pari almeno al 25% dell’importo complessivo necessario alla realizzazione del progetto proposto (fino a 25 punti);
  3. fattibilità economica e finanziaria e coerenza interna del progetto, anche con riferimento a singoli moduli funzionali (fino a 20 punti);
  4. qualità e innovatività del progetto sotto il profilo organizzativo, gestionale, ecologico ambientale e architettonico (fino a 20 punti);
  5. capacità di innescare un processo di rivitalizzazione economica, sociale e culturale del contesto urbano di riferimento (fino a 10 punti).

Gli enti che avranno superato la valutazione con successo, riceveranno il 10% del finanziamento al momento della firma della convenzione o dell’accordo di programma. Una somma pari al 30% sarà poi erogata nella fase intermedia di realizzazione degli interventi, mentre la restante parte sarà assegnata solo a conclusione del progetto.


Nonostante uno slittamento temporale di qualche mese, ci troviamo di fronte ad un intervento del Governo teso a incentivare il ripensamento delle zone urbane che si trovano, per vari motivi, ad essere scollegate rispetto al tessuto urbano o ad avere una scarsa utilità sociale per i cittadini.

Un segnale tangibile di quanto sia importante lavorare sull’edificato già esistente, per ripristinarne le capacità in un’ottica di welfare abitativo in piena sostenibilità ambientale.

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