Grandi ristrutturazioni: il Superbonus al 110% è realtà

12.08.2020

Negli ultimi mesi se ne è parlato tantissimo, ma oggi è finalmente realtà: stiamo parlando del Superbonus al 110%, introdotto dal Decreto Rilancio. Dopo la conversione in legge, proprio in questi giorni sono stati completati tutti i passaggi che definiscono le modalità di fruizione del Bonus che permette di ottenere importanti detrazioni relativamente alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per specifici interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza sismica.

È stata infatti pubblicata venerdì 24 luglio la consueta guida in pdf dell’Agenzia delle Entrate, mentre sono stati firmati mercoledì 29 luglio i decreti attuativi su requisiti tecnici e asseverazioni. È arrivato, infine, l’8 agosto, anche il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, che definisce nel dettaglio le regole relativamente all’esercizio delle opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito. Accanto a questo, anche una circolare dell’Agenzia volta a chiarire alcune questioni del Bonus. Vediamo tutte le informazioni utili per usufruirne.

Iniziamo dando un’occhiata ai lavori agevolabili attraverso il Superbonus previsto nel Decreto Rilancio. Sono tre le macrocategorie di interventi – da eseguire su immobili unifamiliari o condomìni – per cui è possibile richiedere le detrazioni al 110%:

  • Lavori per l’isolamento termico che coinvolgono più del 25% della superficie disperdente lorda degli edifici – quelle che delimitano il volume riscaldato di un immobile nei confronti dell’esterno -, e cioè interventi che interessano pareti isolanti, cappotti, pavimenti e coperture.
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento e la fornitura d’acqua calda sanitaria, purché vengano installate determinate tipologie innovative di caldaia, elencate nel dettaglio alle pagine 8 e 9 della Guida dell’Agenzia delle Entrate.
  • Interventi di messa in sicurezza sismica già previsti dal Sismabonus, eseguiti sulle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 d’Italia (al link è possibile scaricare la classificazione aggiornata dei comuni italiani).

Le 3 categorie sopra illustrate rappresentano i cosiddetti “lavori trainanti” per accedere all’agevolazione al 110%: oltre a questi lavori di importante entità, vengono agevolati con la maxi-aliquota anche interventi di minore entità, purché vengano eseguiti contestualmente ad almeno uno degli interventi sopra.

Quali sono gli interventi minori agevolabili se eseguiti insieme a quelli principali?

Andando più nel dettaglio, vediamo quali sono i “lavori trainati”, per i quali si otterrà il Superbonus solo se effettuati insieme agli interventi descritti sopra:

  • Interventi volti all’efficientamento energetico già agevolati dall’Ecobonus “standard”, purché – congiuntamente a interventi di isolamento termico o sostituzione degli impianti di climatizzazione – assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’immobile e, se non possibile perché il livello è già alto, il raggiungimento della classe più alta. Nel caso in cui non si riescano a raggiungere i livelli di efficientamento richiesti o i lavori vengano eseguiti senza completare anche uno degli interventi trainanti, sarà comunque possibile appellarsi alle agevolazioni previste dal “vecchio” Ecobonus.
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo all’interno degli stessi, anche se gli ultimi vengono installati in un secondo momento. Anche in questo caso, per assicurarsi l’accesso alla super-agevolazione sugli interventi annessi, bisognerà rispettare alcuni requisiti, descritti nel dettaglio dall’Agenzia delle Entrate a pagina 11 della guida.
  • Realizzazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, lavoro agevolabile se realizzato congiuntamente a interventi di isolamento termico o sostituzione degli impianti di climatizzazione già agevolati dal Superbonus. L’ammontare di spesa massima su cui viene calcolato il 110% di agevolazione è pari a 3.000 €.

Ma il punto forse più interessante è quello inerente alle modalità di fruizione del Superbonus, che offrono due ulteriori possibilità per ottenere gli importanti vantaggi economici, oltre alle consuete detrazioni IRPEF, ripartite in questo caso in 5 quote annuali. Ma attenzione: in realtà, il Decreto Rilancio prevede che le due opzioni possano essere richieste anche per interventi non necessariamente agevolati con il Superbonus al 110%, ma semplicemente inclusi in altre agevolazioni già previste dalla legge.

Andiamo con ordine. Le due opzioni ulteriori rispetto alla consueta detrazione sono:

  • Sconto in fattura sull’importo dovuto al fornitore dei beni e i servizi agevolati, purché lo sconto non superi l’importo totale della spesa. In sostanza, in questo caso il fornitore anticiperà la detrazione, per poi recuperarla in forma di credito di imposta, con la possibilità di cederlo ad altri soggetti, compresi intermediari finanziari e banche.
  • Cessione del credito d’imposta ad altri soggetti, inclusi istituti di credito o intermediari finanziari, i quali avranno a loro volta la possibilità di cedere ulteriormente il credito.

Per quali interventi si può richiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito?

Come anticipato, le due opzioni sopra sono disponibili solo nel caso di alcuni interventi realizzati tra il 2020 e il 2021, e cioè:

  • Lavori eseguiti per il recupero del patrimonio edilizio
  • Interventi per la riqualificazione energetica rientranti nell’Ecobonus “standard”
  • Interventi per la messa in sicurezza degli edifici già inclusi nel Sismabonus, compreso l’acquisto di case antisismiche
  • Lavori per il recupero o il restauro delle facciate degli edifici inclusi nel Bonus Facciate
  • Installazione di impianti fotovoltaici
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per chi ha intenzione di usufruire di una di queste due opzioni, nel caso di interventi agevolati con il Superbonus, sono previsti due ulteriori requisiti, altrimenti non richiesti se si usufruisce dell’incentivo al 110% in forma di detrazione fiscale ripartita in 5 anni. Nel dettaglio, parliamo di:

  • visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, che viene rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni e dai CAF
  • asseverazione tecnica degli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, in grado di certificare la congruità delle spese rispetto agli interventi agevolati e i requisiti tecnici richiesti dall’agevolazione.

Come richiedere i bonus come sconto in fattura o cessione del credito?

L’atteso provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, arrivato sabato 8 agosto, ha chiarito definitivamente le modalità a cui attenersi per la richiesta dei bonus idonei a ricevere lo sconto in fattura oppure la cessione del credito.

Se si desidera fruire dei bonus come sconto in fattura o come cessione del credito, bisogna infatti inviare una comunicazione, in quanto queste due possibilità rappresentano delle opzioni. L’invio deve necessariamente avvenire in forma telematica attraverso l’apposito modello messo a disposizione e può essere effettuato a partire dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno seguente a quello in cui si eseguono i lavori (chi li farà nel 2021, quindi, potrà inviare la comunicazione entro il 16 marzo 2022).

La questione principale da tenere a mente, però, è il soggetto che è tenuto a inviare tale comunicazione: ci sono infatti alcune differenze a seconda che si richieda l’opzione per un intervento agevolato dal superbonus o meno. Proviamo a riassumere le casistiche:

  • Interventi su una singola unità immobiliare non agevolati con il Superbonus, ma con gli altri Bonus per cui sono previste le opzioni
    In questo caso, dovrà essere il beneficiario della detrazione a inviare la comunicazione, direttamente oppure avvalendosi di un intermediario abilitato alla trasmissione telematica.
  • Interventi su parti comuni dei condomìni non agevolati con il Superbonus, ma con gli altri bonus per cui sono previste le opzioni
    Dovrà essere l’amministratore di condominio a inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, anche avvalendosi di un intermediario.
  • Interventi agevolati con il Superbonus sulle singole unità immobiliari
    In questo caso la comunicazione dovrà essere inviata dal soggetto che ha rilasciato il visto di conformità.
  • Interventi agevolati con il Superbonus su parti comuni dei condomìni
    Qui si presentano due possibilità per l’invio della comunicazione: può essere mandata dal soggetto che ha rilasciato il visto di conformità, oppure dall’amministratore di condominio.

 

Per qualsiasi dubbio sull’invio della comunicazione e la compilazione del modello, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un documento con tutte le relative istruzioni utili.

Queste le principali indicazioni sul nuovo Superbonus: per approfondire ogni singolo aspetto e consultare le tabelle riepilogative dei massimali di spesa e delle agevolazioni previste per ciascun tipo di intervento, consigliamo sempre di rifarsi alla già citata Guida dell’Agenzia delle Entrate.

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