11-11-2015

Case Green, arredare con materiali ecosostenibili e di design

Il concetto alla base del “green design” è semplice, ma allo stesso tempo geniale: il ciclo di vita degli oggetti non termina con la fine dell’uso per cui sono stati concepiti. Dare loro una nuova opportunità è una scelta ecologica e virtuosa, oltre che esteticamente vincente. Il caso più comune di riciclo applicato all’arredamento è il cosiddetto “industriale vintage” che trasforma vecchi e arrugginiti componenti produttivi in nuovi e ricercatissimi mobili per la casa. E così armadietti da fabbro diventano credenze, bilance da pesa si riscoprono fioriere, tubi di scarico si trasformano in lampadari mentre le riviste sono appoggiate su tavolini ricavati da vecchi pancali decappati.

Tutti oggetti di uso quotidiano che nascono a nuova vita e che scoprono una destinazione inaspettata. Come inaspettato è l’utilizzo della carta riciclata come elemento base per la costruzione di strutture solide, adoperate per sostenere anche pesi considerevoli. Il cartone infatti è un materiale leggero, estremamente economico e incredibilmente resistente, duttile e malleabile. Per questo è molto amato da architetti e designer che spesso lo scelgono per creare degli oggetti sorprendenti. Non solo organizer da scrivania, scatole e abat-jour, ma anche tavoli, sedie, poltrone e scaffali, fino a interi edifici possono essere realizzati in cartone.

E’ il caso dell’architetto giapponese Shigeru Ban, celebre per aver ideato delle strutture abitative temporanee in carta, flessibili e veloci da assemblare, da usare in caso di terremoti o catastrofi naturali. Tra le sue opere più famose, la Paper Concert Hall, nota anche come L’Aquila Temporary Concert Hall: una sala concerti realizzata grazie al contributo del governo giapponese in segno di solidarietà dopo le distruzioni del terremoto in Abruzzo del 2009.

Un ulteriore modo per arredare la propria casa sfruttando materiali ecosostenibili, ma allo stesso tempo di design, è quello di scegliere mobili “ad incastro”, ovvero realizzati con lamine di compensato unite tra loro come ingranaggi, senza adoperare cerniere in plastica, colle o siliconi dannosi per l’ambiente. Questa tecnica, usata fin dall’antichità, è tornata di moda grazie alle mille applicazioni del taglio laser che permette incastri molto complicati e decori raffinati per un mobile bello e funzionale al tempo stesso. Una delle strutture di questo tipo più famose degli ultimi tempi è quella della facciata del padiglione del Giappone ad Expo 2015. Contiene circa 20.000 travi di legno assemblate a mano senza chiodi o viti che tengano insieme la costruzione. Un vero e proprio capolavoro di architettura che simboleggia la sostenibilità ambientale di cui il Paese del Sol Levante si fa baluardo.

 

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